martedì 18 luglio 2017

Visitare il Teatro Bellini di Catania - F. a. q.

Molte persone durante la loro permanenza a Catania scelgono di visitare il Teatro Bellini. E fanno bene!

Si tratta di un'istituzione in città!
E' indubbio l'alto valore culturale di questo luogo e l'impatto che ha sulla vita sociale dei catanesi. Ma soprattutto è un posto bellissimo, elegante, pieno di storie e dettagli nascosti che le guide del teatro raccontano ai visitatori.

visitare il teatro bellini di Catania con la guida
Catania - Teatro Vincenzo Bellini

Come forse ricorderete è l'Associazione Guide Catania, di cui faccio parte, ad occuparsi delle visite guidate, della gestione dei turisti e dell'organizzazione dei tour multilingue.
Si tratta di un servizio attivato lo scorso anno. Una bella novità che, partita nell'estate del 2016 come esperimento, è stata mantenuta attiva fino ad ora grazie al successo ottenuto.

Come guida del teatro, spesso mi sono accorta che i turisti hanno dubbi o domande sulle modalità di visita e fruizione del monumento. Quindi oggi ho deciso di rispondere ad alcune di queste domande frequenti, sperando di fare un po' di chiarezza in più.

Apoteosi di Bellini
Catania - Teatro Bellini - volta


VISITE GUIDATE AL TEATRO BELLINI DI CATANIA - F. A. Q.


Il teatro Bellini è visitabile tutti i giorni?
No. Le visite guidate si tengono il martedì, il mercoledì e il giovedì mattina.
 
Se volessi visitare il teatro in giorni diversi da martedì, mercoledì e giovedì come posso fare?
Prova a telefonare a (+39) 344.2249701  oppure a scrivere a guidect.eventi@gmail.com
Capita che ci siano visite in programma anche il venerdì e il sabato, oppure la sera in occasione della notte dei musei. Insomma, prova a chiedere, magari la fortuna è dalla tua parte!

Posso, dopo aver pagato il biglietto d'ingresso, girare per il teatro in autonomia senza usufruire del servizio di visita guidata?
No.
Per garantire la sicurezza dei visitatori e la tutela del monumento, la direzione ha deciso che chiunque entri al teatro nei giorni di visita debba essere accompagnato da una guida autorizzata.
La guida mostrerà quali sono i luoghi accessibili senza perdersi o mettersi in pericolo, avendo cura di non ostacolare l'attività dei professionisti che lavorano al teatro (perché ovviamente non si tratta solo di un monumento, ma di un'istituzione culturale sempre viva).

E' possibile fare fotografie?
Si, senza problemi!
Abbiate però cura di non scattare come degli ossessi, ma di godervi come prima cosa la visita guidata e l'atmosfera del teatro!
Per curiosità ho provato ad inserire l'hashtag #teatrobellinicatania in Instagram e ho trovato un sacco di foto davvero interessanti.
Qualcuna di certo scattata dai nostri visitatori! Magari questa, o questa ... chissà...

Sono attivate anche visite guidate in lingua straniera?
Si.
Le visite guidate sono anche in inglese, francese, tedesco e spagnolo, ma non sono attivate in tutte le lingue tutti i giorni, dipende dalle lingue che conosce la guida presente.
Quindi se, ad esempio, volete portare degli amici tedeschi, vi conviene chiedere quando ci sarà la guida che parla tedesco.

Cosa si visita di preciso?
La passeggiata vi condurrà all'interno dell'atrio, dell'auditorium, del palco reale e del foyer.
La sosta più lunga sarà nell'auditorium, per parlare dell'acustica, della decorazione, dell'arredo.
Si farà un salto nel palco reale, per gustare con i propri occhi l'ottima visuale del palco che avevano i nostri reali.
E poi si salirà al foyer, dove, tra specchi, lampadari, stucchi e pitture resterete certo a bocca aperta!
Il tour vi porterà a decifrare  anche la complessa decorazione della facciata, a scoprire le scelte architettoniche, la storia del monumento, le vicende di personaggi che hanno avuto a che fare con il teatro.

Quanto dura il tour? Ma soprattutto ne vale la pena?
La passeggiata all'interno del Bellini dura circa 3/4 d'ora.
E' una bella esperienza?
Certo che si! Ma non ve lo dico io: ve lo dicono le recensioni su Tripadvisor e questo post di Francesca di EnchantingLand.


Avete altre domande?
Non esitate a pormele nei commenti o attraverso il modulo di contatto qui sulla destra. Sarò felice di aiutarvi nella scoperta di questo posto meraviglioso!

martedì 4 luglio 2017

Luoghi da scoprire - Montalbano Elicona e l'Argimusco

Anche le guide turistiche vanno in gita! :)
Soprattutto io, che non mi stanco mai di esplorare la mia bellissima regione!

Ormai è tradizione: al mio compleanno (il 22 aprile) mi faccio scarrozzare da qualche parte. Soprattutto mi piacciono i luoghi immersi nella natura (e in Sicilia non mancano) e i piccoli paesi.
Così per il mio ultimo compleanno (cifra tonda! Sono 40enne!) siamo partiti per Montalbano Elicona, in provincia di Messina. 


borgo dei borghi 2015
Panorama di Montalbano Elicona (ME)

Proclamato "Borgo dei borghi" nel 2015 , Montalbano è un piccolo paese di 2500 abitanti incastonato tra Etna, Monti Nebrodi e la costa di fronte le Isole Eolie.

Il suo centro storico è fatto di casette e piccole chiese in pietra, che disegnano strette stradine, ed è sovrastato dal castello medievale.
Se volete farvene un'idea, potete guardare il video disponibile sul sito della Rai girato per la trasmissione "Alle falde del Kilimangiaro", o anche la bella guida di ZonzoFox.

Il paese si gira in fretta, è piccolissimo, in una mattinata di tranquilla passeggiata si può vedere tutto.
E a fine passeggiata, quando di solito viene un certo languorino, vale la pena fare un pranzo rustico a base di prodotti di montagna in uno dei ristoranti del centro (noi siamo stati molto bene a "Il focolare").


Antipasto rustico - Ristorante "Il focolare"

Ma volete sapere qual è il vero motivo per cui mi sono fatta portare dal mio fidato autista (ehm, compagno) a Montalbano?
I megaliti dell'Argimusco!

Lo so, sembra uno scioglilingua!
La spiegazione comunque è facile: si tratta di grosse pietre su un altopiano (che si chiama appunto Argimusco).
Detto "in soldoni". Ma, credetemi, è un luogo di grande fascino!

megaliti argimusco

Si tratta di un territorio molto piccolo, distante meno di 10 Km da Montalbano, da percorrere a piedi, su sentieri facilissimi, adatti anche ai bambini.
In un contesto paesaggistico bellissimo (vi dico solo... Etna a destra / Eolie a sinistra!) ci si può divertire a riconoscere forme e personaggi nelle grandi pietre, che sembrano prendere vita mano mano che si cammina.

Personalmente non credo che i megaliti siano stati collocati da tribù preistoriche, anche se molte persone ne sono convinte e chiamano questo luogo "la stonehenge italiana".
Io penso semplicemente che la natura qui si sia davvero divertita e ci abbia voluto regalare qualcosa di bellissimo e particolare.

Vi lascio qualche scatto di quel pomeriggio.
Faceva ancora freddo, l'Etna era pieno di neve e il vento tagliava la faccia. Ma c'era un fantastico sole che ha reso tutto ancora più magico!


montalbano elicona
Etna innevato dall'altopiano dell'Argimusco (ME)

stonehenge italiana
Megaliti dell'Argimusco (ME) - Il babbuino
luoghi misteriosi sicilia
Megaliti dell'Argimusco (ME) - L'aquila
luoghi da scoprire sicilia
Megaliti dell'Argimusco (ME) - "Lui" e "lei"
Che ne dite?
E non vi ho pubblicato la foto più incredibile, quella della pietra che ad un certo punto prende vita e vi propone la sagoma di una donna con le mani giunte in preghiera °___°

Insomma, un luogo particolare, che consiglio di visitare se si ha un pomeriggio libero. Sono tante le possibilità di riempire qualche ora del viaggio con qualcosa di bello, anche se il tempo è poco!

Non esitate a contattarmi, se desiderate qualche informazione in più, o suggerimenti su cosa fare nelle vicinanze.
La vostra guida turistica è sempre a disposizione!

martedì 21 marzo 2017

[Guest blogging] Intervista su Oidart

Conoscete Oidart?
E' il blog gestito da Silvia Comerio e si occupa di b&b!

Se gestite una struttura ricettiva di questo tipo o sognate di farlo (alzi la mano chi non ci ha mai pensato!) dovete leggerlo!
Troverete tanti spunti su come migliorare l'immagine del vostro b&b, come comunicarlo, come usare il web e un sacco di altre ispirazioni (tra cui, ad esempio, delle recensioni di libri utili)!

Per essere ancora più d'ispirazione, Silvia quest'anno ha deciso di pubblicare una serie di interviste a professionisti del mondo del turismo.
Tra questi ci sono anche io!

intervista oidart a silvia trivellato

Silvia si è dimostrata interessata al mio punto di vista di guida
Appartengo ad una categoria professionale che, sebbene non si occupi di ricettività, ha a che fare spessissimo con questo settore (i clienti nella maggior parte dei casi devono pernottare da qualche parte!).

Nell'intervista si parla del rapporto web/professione, dei miei clienti, delle maggiori sfide professionali che affronto in questo 2017. Ma lascio anche qualche chicca sulla Sicilia e su di me!

Vi piacerebbe leggerla?
Allora seguite i link, ma poi non dimenticate di lasciare un commento o di tornare qui a confrontarvi con me...
Condividete le mie osservazioni su come le guide turistiche utilizzano il web per promuoversi?
Che rapporto avete con la nostra categoria professionale (sia che siate professionisti del turismo o clienti)?

Dite la vostra, ci serve per crescere e offrire sempre servizi migliori!


mercoledì 15 marzo 2017

Eschermania

Dopo il diffuso contagio di follia (più di 50.000 ingressi all'interessantissima mostra "Il museo della follia"! Non so se mi spiego!), Catania sta per essere catturata dal vortice dell'Eschermania!
:)
E' infatti ormai iniziato il conto alla rovescia per la mostra "Escher", che si inaugurerà il prossimo sabato (18 Marzo) a Palazzo della Cultura in via Vittorio Emanuele.

eschermania a catania

Un'esposizione di più di 200 opere grafiche (perché Escher fu essenzialmente un talentuoso incisore) che ci conduce in un viaggio non solo nella vita e nella produzione dell'artista olandese, ma anche dentro noi stessi, alla scoperta del modo in cui percepiamo il mondo e le sue leggi!

Si tratta di una mostra che ci mette anche alla prova, dandoci la possibilità, attraverso attività pratiche adatte a tutti, di sperimentare la geometria divertendoci e di sentirci protagonisti della ricerca artistico-filosofica del maestro.

Io ne sono già entusiasta!

Come parte dello staff della mostra (sono una delle guide) ho già studiato per prepararmi alle visite guidate e sono stata a Milano a gennaio per visitare la mostra "in anteprima" (prima di giungere a Catania, infatti, la mostra ha fatto tappa a Milano).
Sono in pieno "Escher mood"!
Eccomi infatti catturata dalla sfera riflettente tenuta in mano dal maestro:

mano con sfera riflettente escher

Se anche voi desiderate essere catturati (metaforicamente!) dalla sfera di Escher, potete contattarmi per qualsiasi informazione!
In particolare se desiderate prenotare una visita guidata (con me e altre mie bravissime colleghe) o un laboratorio didattico per la vostra scuola o i vostri bambini!

Al più presto altri dettagli! :)

venerdì 27 gennaio 2017

Sant'Agata e la sua festa in 5 oggetti

Se siete siciliani, probabilmente già sapete che Catania si appresta a celebrare la festa più importante di tutto l'anno, ovvero la celebrazione della festa patronale di Sant'Agata (santa martire, uccisa nel 251), che cade ogni anno il 5 febbraio.

Si tratta di una ricorrenza religiosa che attrae numerosissimi fedeli, che accorrono non solo da Catania, ma anche da molte altre parti dell'isola e dell'Italia intera.
Per qualche tempo tutta la vita della città ruoterà intorno alla sua Santa, con una festa che non ha uguali per opulenza, folla e fasto; una festa in cui religione e devozione si mescolano con un senso anche laico di appartenenza alla comunità cittadina.


turismo religioso in sicilia
Un'immagine della festa di Sant'Agata a Catania (2016)

Sono tanti gli argomenti che si potrebbero trattare per cercare di spiegare questo evento a chi non lo conosce. Io ho pensato di farlo attraverso 5 oggetti.


1. Il reliquiario a busto

agata catania religione sicilia
Busto di Sant'Agata ricoperto dagli ex-voto
Protagonista delle lunghe processioni della festa, venne realizzato interamente in argento nel 1376 da Giovanni di Bartolo (orafo senese attivo alla corte papale di Avignone). Questo busto-reliquiario contiene il cranio e parte della cassa toracica della Santa.
"Riposa" tutto l'anno all'interno della cosiddetta "cammaredda", ovvero una piccola stanza chiusa a chiave all'interno della Cattedrale (vi si accede dalla Cappella di Sant'Agata, posta alla destra del presbiterio, ma è sempre chiusa da pesanti cancelli). Nel gennaio di quest'anno molti cittadini sono potuti entrare in questo luogo sacro, in occasione di un'apertura straordinaria.
Nel corso degli anni i devoti hanno posto sul busto una serie molto varia di ex-voto (tra i quali spicca l'insegna della Legion d'onore ricevuta da Vincenzo Bellini in Francia); è possibile vedere come appare il busto senza di essi in queste foto in bianco e nero.

Curiosità: esiste una copia lignea del busto, usata per le processioni in periodi difficili e pericolosi.

2. La carrozza del senato

oggetti della festa di sant'agata
Carrozza del Senato di Catania
Le celebrazioni di Sant'Agata iniziano il 3 febbraio, giornata in cui sono anche coinvolte le autorità cittadine per la tradizionale offerta della cera, che compiono un breve tratto del centro storico all'interno della settecentesca carrozza del senato.
Si tratta di un elegante mezzo, che potete ammirare tutto l'anno entrando nel cortile di Palazzo degli Elefanti (ovvero il Municipio) insieme ad un altra carrozza più piccola, la cosiddetta "berlinetta".
Come potete vedere in questo video, in occasione della festa la carrozza, scortata da un vivace corteo, è trainata da bellissimi cavalli bianchi, condotti da cocchieri in vesti settecentesche.

Curiosità: Una carrozza simile è conservata presso il Palazzo Municipale di Siracusa (Palazzo Vermexio) e utilizzata per la festa di Santa Lucia. Un ulteriore collegamento tra le due Sante martiri siciliane che, secondo la tradizione, erano anche imparentate.


3. Il sacco
Camminando per la città nei giorni della festa, potete vedere molte persone indossare un abito bianco dotato di piccolo copricapo nero: si tratta del cosiddetto "sacco".

catania sant'agata tutti devoti tutti
Processione del fercolo di Sant'Agata - i devoti indossano il "sacco"
Il sacco è una sorta di saio bianco, che possono indossare uomini e donne (ma anche i bambini) che si ritengono devoti di Sant'Agata. Il sacco è stretto in vita da un cordone che ricorda quelli usati da diversi ordini monastici; prevede inoltre un fazzoletto da agitare quando si esulta alla Santa al grido di "Tutti devoti tutti".

Curiosità: non è ancora chiaro come sia nata la tradizione di portare il sacco, ma pare che i colori abbiano un significato simbolico: il bianco rimanderebbe alla purezza con cui i  devoti si accostano al culto della Santa, il nero del cappello forse richiama il gesto penitenziale di cospargersi il capo di cenere e diventa quindi affermazione di umiltà.


4. Le candelore
La festa di Sant'Agata cade solo alcuni giorni dopo la festa della Candelora (2 febbraio).
Questa vicinanza ha fatto si che si sviluppasse l'uso di portare in processione delle vere e proprie macchine sceniche barocche dette "candelore" o "cerei": degli enormi candelabri (pesanti alcuni quintali!)  decorati, dorati e dipinti.
tradizioni catania candelore
Una candelora portata in processione per la città
Ciascuno di essi (attualmente sono 12 in tutto) è legato ad una categoria professionale della città (panettieri, fruttivendoli, fiorai, macellai, pescivendoli, pastai, ecc.). Leggendo questo elenco completo delle candelore potrete avere tantissime informazioni su ciascuna di esse.
In questo video relativo alla festa del 2014 potrete vederne alcune in movimento.

Curiosità: se non prevedete di essere in città a febbraio, ma volete comunque vederne alcune dal vivo con facilità, potete recarvi alla Chiesa di San Francesco all'Immacolata (non lontana dal Duomo, proprio di fronte alla casa natale di Bellini), che ne conserva alcune tutte l'anno nelle navate laterali.


5. I dolci
Che festa sarebbe senza un buon dolce? Anzi, meglio due!
Le cassatelle di Sant'Agata (bianche di glassa, di forma tondeggiante e con una ciliegia candita in cima) ricordano il seno della Santa, che le fu strappato nel corso dei martirii a cui fu sottoposta. Per questo motivo sono dette, in dialetto, minnuzze (o minnelle) di Sant'Aita. Sono molto dolci e non semplici da realizzare, ma se vi volete cimentare, ho trovato la ricetta.
Le olivette, invece, hanno la forma di piccole olive e richiamano un episodio della leggenda di Agata, che racconta di un ulivo che crebbe veloce dal terreno per nascondere la giovane mentre scappava del suo persecutore Quinziano. Volete vedere come si preparano
Entrambi i dolci, sebbene siano tipici del mese di febbraio, possono essere gustati nei migliori bar e pasticcerie del centro storico tutto l'anno, insieme ad altri must della pasticceria siciliana.

pasticceria nonna vincenza catania
Cassatelle o olivette nella vetrina della famosa pasticceria "I dolci di Nonna Vincenza" a Catania

Curiosità: le cassatelle sono, secondo alcuni studi, la testimonianza del fatto che il culto di Agata fu la naturale trasformazione di altri culti pagani molto diffusi a Catania (Demetra e Kore, Iside). Gli adepti, infatti, usavano cibarsi di dolciumi o altre pietanze con la stessa forma di chiara simbologia femminile.

Vi ho incuriosito?
Conoscevate la festa di Sant'Agata? Cosa vi attrae maggiormente di questo evento?
Fatemelo sapere nei commenti!

domenica 11 settembre 2016

5 cose che forse non sai su Vincenzo Bellini

Probabilmente non c'è personaggio catanese più universalmente noto di Vincenzo Bellini, il "cigno", l'astro della musica prematuramente scomparso.

vincenzo bellini compositore catanese
Ritratto di Vincenzo Bellini

Il successo delle nostre visite guidate al Teatro Bellini di Catania (abbiamo sempre il pienone!) e l'interesse dei visitatori verso la sua vicenda umana e artistica mi spingono a scrivere oggi un post su di lui.

Certo, Bellini è davvero famoso, ma forse non tutti sanno che (cit.) ... 


1. Il cigno catanese ha origini abruzzesi

Bellini non è un cognome molto diffuso nella città etnea, nè tipico di queste zone. 
Il padre di Vincenzo, Rosario, era infatti figlio di Vincenzo Bellini senior, compositore nato in Abruzzo (precisamente a Torricella Peligna) nel 1744. 
Si porterà a Catania solo nel 1768, quando fu chiamato a lavorare alle dipendenze di Ignazio Paternò Castello Principe di Biscari come maestro di cappella e insegnante di musica.
La madre di Bellini, invece, denuncia con schiettezza la propria appartenenza alla città etnea con un nome che più catanese non si può: Agata Ferlito :)


2. A sei anni già componeva

Da vero enfant prodige, il piccolo Vincenzo, formato alla musica dal padre e dal nonno, a tre anni già era in grado di suonare il cembalo, a cinque anni di dirigere una piccola orchestra e a sei anni di comporre musica sacra (le fonti riportano la composizione di un vocalizzo su "Gallus cantavit").


Casa museo Vincenzo Bellini Catania
Statua di Vincenzo Bellini fanciullo - Museo bellini di Catania


3. Gli fu rifiutata la mano del suo grande amore

Dopo essersi trasferito a Napoli per muovere i primi passi della sua carriera di musicista, si innamorò, ricambiato, di Maddalena Fumaroli, figlia di un noto magistrato partenopeo. 
 
casa museo vincenzo bellini a catania
Ritratto di Maddalena Fumaroli


A ventiquattro anni chiese la mano di Maddalena al padre di lei, il quale, sdegnato, rifiutò l'offerta, in quanto non poteva sopportare l'idea che la figlia andasse in sposa a colui che considerava soltanto un "suonatore di clavicembalo".

Forse in seguito a questa grande delusione, Bellini non si sposò mai, nè ebbe figli. 
Sono note però altre relazioni sentimentali
Era amato dalle donne, attratte della sua bellezza fisica e dalla sua eleganza, ma certo anche dal talento e dalla fama che quel "suonatore di clavicembalo" raggiunse a poca distanza dai primi anni napoletani.

E la Fumaroli? 
Triste la vicenda di questa giovane donna, che si spense a soli 32 anni; un suo ritratto (nella foto) è conservato presso la Casa Museo Bellini a Catania.


4. Aderì alla Carboneria
Nessun compositore ci richiama alla mente il nesso tra opera e Risorgimento italiano quanto Giuseppe Verdi. E quindi possiamo ben dire "Viva Verdi!".
Il nostro Bellini dovette avere certamente meno interesse nella politica del suo collega e non ci risultano opere interpretabili da un punto di vista patriottico come l'Aida verdiana.
Ma di certo non fu del tutto indifferente a quanto stava accadendo nella penisola, tanto che, insieme all'amico Francesco Florimo, aderì alla Carboneria e partecipò ai moti anti-borbonici del biennio 1820-21.
La passione politica durò poco, però, come afferma senza tanti giri di parole il Florimo.


5. Diverse persone furono accusate del suo omicidio 

Bellini morì prematuramente, poco prima di compiere 34 anni, a causa di un grave disturbo cronico dell'apparato gastrointestinale. Ma al tempo il suo decesso si rivestì di mistero e si diffusero voci su un presunto omicidio per avvelenamento

Tra i possibili assassini vennero elencati i coniugi Levys, che lo stavano ospitando nella villa di Puteaux, e la contessa Samoyloff, sua amante (nonchè di Giovanni Pacini, altro celebre compositre catanese). 
Fu additato anche il poeta Heinrich Heine, che frequentava Bellini presso il salotto milanese di Cristina di Belgioioso e che si era lasciato scappare solo pochi mesi prima un'infelice battuta sulla probabile morte prematura del compositore (si veda la biografia "La principessa del nord" a pag. 102).
Servì l'autopsia, voluta del re di Francia e dall'amico Rossini, a mettere fine alle voci.


E inoltre...
Di certo saprete che:


Se questo post vi ha incuriosito... vi aspettiamo al Teatro Bellini di Catania!
E, se volete, è anche possibile fare un tour tutto dedicato a lui nelle strade della città etnea.

venerdì 29 luglio 2016

Estate con Bellini... visitare il Teatro Massimo di Catania

Che programmi avete per Agosto
Vacanze, lavoro, nuovi progetti, letture forsennate, hobby a lungo trascurati?

Per quanto mi riguarda, inizierò felicemente il mese con una nuova avventura professionale, che voglio condividere con voi, perchè l'estate è fatta anche per esplorare, scoprire, fare esperienze nuove

Mi riferisco a questo:


Se vi trovate a Catania il prossimo Agosto, perchè non scoprire qualcosa in più su Vincenzo Bellini?
Il celeberrimo compositore d'opera catanese, enfant prodige della musica, rubacuori dei salotti più "in" ... si, parlo proprio di lui.
E farlo entrando con una guida specializzata (dell'associazione Guide Catania) all'interno del Teatro Massimo a lui dedicato, non vi sembra un'idea magnifica?

Io penso sia un'occasione davvero interessante e da cogliere al volo!
Sarà di certo una bella esperienza per:
  • I cittadini di Catania
    Il teatro è solitamente aperto solo in occasione degli spettacoli. Tanti catanesi non ci sono mai entrati e non conoscono quasi nulla dell'architettura e della storia di questo luogo. Come spesso accade, trascuriamo e ignoriamo ciò che abbiamo sotto gli occhi, e forse ogni tanto sarebbe bello spezzare questa brutta abitudine, quando si propone un'occasione.
  • I turisti siciliani / italiani
    Perchè non arricchire la vacanza con una visita culturale un po' speciale, un po' lontana dal solito binomio museo/chiesa (o per Catania barocco/archeologia)? Un'esperienza insolita, con cui vantarsi con gli amici una volta tornati a casa, eheh :)
  • I turisti stranieri
    Il bel canto italiano... ah, come piace agli stranieri!
    Spero che vengano in molti a visitare il teatro, e si portino a casa la sensazione che la cultura italiana è anche musica, arte, letteratura! E che, insomma, il sud non è solo pizza&mandolino.


Noi ci stiamo preparando il più possibile, studiando il teatro in ogni dettaglio, per poterlo comunicare nel modo più preciso e affascinante possibile.

In particolare condurremo delle visite guidate che seguiranno questo percorso:
  • facciata (dove parleremo del progetto di Carlo Sada e della decorazione)
  • atrio (in cui ammireremo i busti di due protagonisti della storia del teatro)
  • sala (e qui qualche curiosità non mancherà!)
  • foyer (elegantissimo, ci riporterà indietro nel tempo)
Il tutto per un costo complessivo di 6 € (biglietto di ingresso + tour guidato).


Se l'idea vi solletica, non vi resta che prenotare, scrivendo a guidect.eventi@gmail.com.
Potete scegliere tra le mattine di martedì, mercoledì e giovedì.
Come guida ci sarò anche io, insieme ai miei bravissimi colleghi. Eccoci tutti quanti (foto di Giusy) durante il sopralluogo dello scorso lunedì (non siamo proprio simpatici?):

scopri bellini con la guida
Guide Catania in sopralluogo al Teatro Massimo Bellini


Che ne dite? Siete interessati?
Se avete domande, dubbi, perplessità... non siate timidi ed esprimeteli nei commenti. Sarò felicissima di aiutarvi!


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